Corso Riflessologia

I corsi si svolgono nei fine settimana. Secondo le esigenze dei partecipanti si possono organizzare anche in giorni feriali, in due mattinate (tendenzialmente  dalle 9.00 alle 13.00) o di sera ( tendenzialmente dalle 19.00 alle 23.00).  Altri orari sono da concordare con l’ insegnante.

Per i trattamenti di 1 ora di Riflessologia o Tecnica Metamorfica seguiamo i seguenti orari : dal lunedì  al venerdì dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 19.00; altri orari sono da concordare con l’ operatrice olistica.

Durata corso: ore 80

il corso prevede una  parte teorica, una parte pratica e un tirocinio

Programma del  Corso Riflessologia

  • Le origini: il trattamento zonale (Fitzgerald), l’inizio della riflessologia plantare (Ingham).
  • Introduzione alla riflessologia
  • La visione della reflessologia secondo la medicina tradizionale Cinese.
  • La mappa riflessa integrata.
  • Tecniche di trattamento.
  • Semeotica del piede: fisica, energetica, emozionale.
  • Riflessologia della mano.
  • La mappa riflessa integrata.
  • Tecniche di trattamento.
  • Collegamento tra meridiani, punti di agopuntura, colori e aree riflesse del piede e della mano.
  • Elementi di anatomia e fisiologia.
  • Tecnica Metamorfica (spiegata nel dettaglio più sotto)

Si richiede a fine corso la dimostrazione pratica e la presentazione di un elaborato finale

La riflessologia del piede è un metodo che consente all’ operatore di trovare e riequilibrare le problematicità, mediante un massaggio specifico che si pratica sul piede nello specifico sui punti riflessi degli organi .

Secondo la millenaria tradizione della medicina cinese, su orecchie, mani e piedi, è “stampato” tutto il corpo umano; agendo su una di queste parti, in punti ben determinati, è come se si agisse sull’organo corrispondente, e lo si riporta ad una corretta funzionalità. Mentre nell’agopuntura ci si serve di aghi, nella Riflessologia si usano le mani e si agisce sui piedi poiché, in questi, i punti di riflesso sono molto sensibili.

Il trattamento basato sui riflessi è una scienza antichissima e fa parte del bagaglio naturale dell’uomo. Nel 1912 viene riportata all’attenzione del mondo occidentale dal medico americano William H. Fitzgerald che, attraverso le sue osservazioni e scoperte, ha dato l’avvio alla moderna Riflessologia. Scopo vero di questo “nuovo” trattamento è quello di ristabilire un perfetto funzionamento di quegli organi che, col tempo, hanno perso le loro funzioni regolari, specialmente per quanto riguarda ormoni ed enzimi.

Questa tecnica, ha precisamente il suo punto di partenza nei piedi; non consiste però nel “massaggio ai piedi” in senso stretto, ma in trattamenti mediante pressioni eseguite dal pollice, sui punti corrispondenti agli organi del corpo, provocando una copiosa irrorazione sanguigna. Tutti gli organi hanno i loro punti coordinati nei piedi, le cosiddette zone di riflesso che riproducono esattamente l’anatomia del corpo umano in un piccolo schermo. L’ operatore lavora senza l’ausilio di apparecchiature e senza energia elettrica, ma solo con le mani, sulle zone di riflesso.

Egli può così regolare lo squilibrio di energia, armonizzare e portare il ricevente, in modo efficace, al recupero del benessere.

La tecnica Metamorfica

La Tecnica Metamorfica è basata sui riflessi e trae la sua origine dalla Cina, dove si ritiene che fosse già conosciuta circa cinquemila anni orsono. Conosciuta in India, viene tuttora praticata dalla classe medica in Indonesia.

Il trattamento tramite un’area riflessa produce un effetto diverso da quello conseguito agendo direttamente sul corpo. Agire direttamente sul corpo significa alleviare, placare; il risultato è piacevole, rilassante e il sintomo scompare relativamente presto, ma purtroppo tende a ripresentarsi. Agire sul riflesso significa attivare nel ricevente il cambiamento che tende a essere permanente; si tratta di un cambiamento della persona nel suo insieme, un cambiamento nel suo atteggiamento nei confronti della vita e nella relazione con gli altri.
Questo è un trattamento per la persona e non per il suo disturbo. Se il soggetto cambia, se diventa più integro e più capace di gestire la propria vita, non ha più bisogno dei suoi mali e perciò questi scompaiono.

La Tecnica Metamorfica è un approccio al ritrovare l’equilibrio fisico-emozionale e alla crescita creativa. In natura la trasformazione è un processo continuo. Ad esempio dal seme alla pianta. Due condizioni sono necessarie alla trasformazione: un ambiente adatto e l’energia. Come il terreno e l’umidità aiutano la crescita del seme, così il praticante della Tecnica Metamorfica agisce da catalizzatore e l’energia, la forza vitale insita nella persona, si risveglia e compie il lavoro di metamorfosi, di trasformazione da ciò che essa è a ciò che può essere.

Tanto la Riflessologia come altre tecniche vibrazionali, si fondano sul principio che esistono nei piedi aree che riflettono gli organi e le parti del corpo umano.

  • la pianta dei piedi riflette gli organi interni
  •  il dorso, la struttura corporea
  • le dita riflettono la testa, il cervello, gli occhi, il naso, la bocca e i seni frontali
  •  il metatarso, il torace
  •  l’arcata plantare, l’area intestinale.
  • la colonna vertebrale è riflessa sulla cresta ossea nella parte interna di entrambi i piedi, dalla prima giuntura dell’alluce all’ osso del calcagno.
  • l’angolo superiore dell’unghia degli alluci riflette la ghiandola pineale e l’angolo inferiore la ghiandola pituitaria.
  • una linea immaginaria che va da un punto sotto il malleolo interno, passa sul collo del piede fino a un punto sotto il malleolo esterno indica l’area riflessa della cintura pelvica
  • il piede destro riflette la parte destra del corpo, e il sinistro la parte sinistra

L’ area del riflesso riflette la disarmonia dell’organo interessato, ma non definisce la natura del male. È la disarmonia dentro di noi che provoca la disfunzione dell’organismo e quindi la mancanza di benessere.

Nella Tecnica Metamorfica l’attenzione si focalizza sulla testa, sui piedi e sulle mani in quanto in ogni azione che compiamo vi sono coinvolte tre attività: pensare, muoversi e fare.
Nella testa si trova il centro del pensiero; le mani sono i terminali del centro dell’azione; i piedi quelli del centro del movimento .

La Tecnica Metamorfica si basa sul seguente presupposto: la scienza ci insegna che ogni cellula del corpo umano è un ologramma contenente la piena conoscenza di ogni altra cellula e quindi di tutto l’essere, unitamente ai ricordi del passato. Quando sfioriamo con le dita i riflessi della spina dorsale, sui piedi, sulle mani e sulla testa, noi mettiamo a fuoco con la nostra attenzione momenti precisi del passato; cioè il PERIODO PRENATALE, le 39 settimane della gestazione, il tempo in cui si stavano formando tutte le nostre caratteristiche fisiche, mentali, emotive e spirituali. Ricordatevi che si sta lavorando per allentare la struttura del tempo.

Le manifestazioni possono essere svariate ed espresse a tutti i livelli, fisico, mentale ed emotivo, comportamentale e spirituale; possono andare dall’handicap mentale alla genialità, dalle altezze emotive alle massime depressioni, dai comportamenti aggressivi a quelli sottomessi.

Come catalizzatori non possiamo preoccuparci dei modi in cui le energie si manifestano. La vita è, ed opera attraverso le sue manifestazioni; le caratteristiche sia del praticante che del ricevente sono manifestazioni di energia; non spetta a noi cercare di migliorare le manifestazioni dell’energia: ciò sarà fatto dall’ energia vitale stessa e il nostro scopo è di lavorare con quell’energia: il suo movimento è sempre verso la crescita, il compimento e la perfezione. Nell’ uomo è la creazione di un essere umano pienamente realizzato.

Per questo motivo la Tecnica Metamorfica è diretta non solo ai minorati mentali, ma a tutte quelle persone che sono desiderose di migliorare se stesse. I cambiamenti avvengono tramite il nostro potere personale di creare veramente noi stessi. Il praticante, attraverso il suo distacco, è l’agente catalizzatore di quel processo di cambiamento. Nell’ educazione al distacco il praticante osserva il movimento dell’energia quale si manifesta nel ricevente, diviene consapevole dei suoi sintomi, disturbi e problemi, ascolta con comprensione e compassione quanto il ricevente gli dice, ma non si deve far coinvolgere. Ricordarsi le parole della Bhagavad Gita: “Tu hai il controllo soltanto sull’ azione, e mai sui suoi frutti.”

LA PRATICA IN FAMIGLIA: i genitori sono i migliori praticanti per i figli e viceversa. Innanzitutto tutto consideriamo la struttura genetica: dai nostri genitori due cellule si uniscono per formarne una unica, contenente la struttura base dei genitori. Questa nuova cellula comincia a dividersi finché dopo 9 mesi il bambino è pronto a nascere; quando i genitori praticano questo massaggio, i figli vengono in contatto con i loro “mattoni costruttivi”. Le loro dita sono dirette dalla conoscenza insita nelle loro cellule. Nello schema prenatale del bambino essi vanno verso quei momenti nel tempo quando si stavano formando i blocchi e al di là di questi raggiungono “il puro Fluire della vita”.
Tale legame funziona anche nel caso di persone che hanno un rapporto intimo, interiore: per esempio con i figli adottivi o il partners. Può succedere che la persona regredisca, ripassi cioè attraverso vecchi disturbi, che dureranno però più brevemente. La forza vitale riporta alla superficie questi disturbi per poterli espellere.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci.